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| Scritto da Roberto Romano |
“Teoria dei sentimenti morali” e “Ricchezza delle Nazioni”1 Alessandro Roncaglia, La ricchezza delle idee, edizioni Laterza, luglio 2001
Teoria dei sentimenti morali
Nella “Teoria dei sentimenti morali” si vede l’abbandono dell’idea di una struttura matematica della realtà, attribuendo all’uomo una complessità di motivazioni – le passioni e gli interessi – il cui bilanciamento è trattato proprio nella teoria dei sentimenti morali. Egli nutriva una naturale diffidenza verso le “leggi di natura” ferree nella loro obiettiva realtà, nel mondo fisico come quello umano, e la sistematica apertura a riconoscere la complessità delle motivazioni dell’agire, sono tratti caratteristici dell’illuminismo scozzese, cioè dell’ambiente culturale di Smith.
Il contributo particolare di Smith è nella complementarietà tra il perseguimento degli interessi personali e il riconoscimento di un ruolo centrale alle regole morali. Un passaggio troppe volte sottovalutato e spesso disconosciuto. Inoltre, tra la teoria dei sentimenti morali e la ricchezza delle nazioni non c’è contrapposizione, piuttosto una continuità profonda. Diversamente Smith avrebbe dovuto avere una vita schizofrenica, ma lui non ha mai disconosciuto la teoria dei sentimenti morali. |



