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Scritto da Admin   
Lunedì 29 Marzo 2010 17:27

L’associazione  23 marzo “Lavoro Solidarietà” nasce per iniziativa di un gruppo di dirigenti della Cgil al fine di riproporre alla politica la centralità del lavoro, quale chiave per la lettura e la trasformazione della società capitalistica.

Una società le cui dinamiche sono comprensibili solamente alla luce dell’evoluzione dei rapporti di produzione e che può essere trasformata solo da quella classe in grado di proporre e di realizzare un altro modello sociale: la classe lavoratrice.

Questo è vero sia per una politica che si proponga forti riforme sociali sia per quella che si proponga un rivoluzionamento generale.

Riproporre questa centralità non significa ignorare o sottovalutare le contraddizioni di una formazione sociale complessa e che incidono significativamente sulla vita degli uomini e delle donne. La contraddizione capitale-lavoro è quella che spiega più compiutamente le grandi diseguaglianze sociali e di potere, le dinamiche della guerra e della pace e quelle oggi particolarmente critiche del rapporto uomo- natura. La stessa  contraddizione di genere, che inizia con l’umanità, assume caratteristiche specifiche in una società che ruota tutta intorno alla produzione di merci.

Il 23 marzo ricorda la più grande manifestazione dei lavoratori della storia d’Italia, a difesa dei diritti del lavoro e della democrazia, attaccati entrambi dal governo Berlusconi. Intorno al legame diritti sociali, libertà e democrazia si raccolsero tre milioni di lavoratori, lavoratrici, pensionati, giovani e democratici che di fronte allo smarrimento dei partiti di opposizione vedevano nelle mobilitazioni promosse dalla Cgil il punto di coagulo della resistenza e della lotta di opposizione. Fu una grande stagione di lotte unitarie per i diritti sociali, la libertà di stampa e la democrazia, la difesa dell’autonomia della magistratura e non da ultimo contro la globalizzazione liberista senza regole e per la Pace.
Una stagione in cui i lavoratori hanno dispiegato una funzione generale non facendosi relegare alla sola dimensione economica o meramente sindacale, in cui li vorrebbe ridurre la classe dominante.

Oggi la democrazia italiana è più debole di allora. I Partiti della sinistra non consolidarono a livello politico quei grandi movimenti; è continuata la loro trasformazione in partiti di opinione, sempre più dipendenti dallo spazio mediatico che i padroni dell’informazione decidono di concedere.
La maggioranza degli operai vota a destra, quando non rinuncia all’esercizio del voto.
Per noi la priorità delle priorità, mentre si deve bandire qualsiasi pretesa di autosufficienza nella lotta al governo di centrodestra, è quella di ricostruire una rappresentanza politica dei lavoratori.

Alla associazione aderiscono tutti coloro che vogliono condividere questa battaglia politica , indipendentemente dalla loro iscrizione ai diversi partiti della sinistra.

Form di adesione

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Marzo 2011 12:21