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Pagina 1 di 2 FISCO INGIUSTO : PRELEVA TANTO DA CHI POSSIEDE MENO PER DARE SERVIZI A CHI HA DI PIU’ E PAGA MENO TASSEdi Gian Paolo PATTAIn Italia il prelievo fiscale sull’economia legale ha raggiunto il 50,7% del Pil : una pressione fiscale analoga a quella danese e svedese, senza i benefici dei sistemi sociali di quei Paesi. L’articolo 53 della nostra Costituzione che prevede “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” viene violato in modo sistematico . Ciò, in quanto l’Irpef è l’unica tassa ad aliquote progressive - che cioè crescono al crescere del reddito ( dal 23% al 43%) – coerentemente col dettato costituzionale . Ben il 77% delle entrate deriva da tributi basati invece su percentuali fisse, uguali per ricchi e poveri . Non sono sottoposti a Irpef : utili delle imprese di capitali, dividendi, interessi, plusvalenze ecc., che sono sottoposti a tassazione ad aliquote fisse ( utili delle società al 27,5% , utili di capitali al 12,5%). Così gli utili che arrivano ai titolari delle società di capitali (Spa, Srl, Soc. cooperative) tra Ires e tassa sui dividendi sono tassati al 36,5%, mentre l’Irpef, che si applica ai redditi dei lavoratori, arriva al 43% (una bella differenza se si considera che l’utile medio delle società di capitali è di 170.000 euro e che l’aliquota del 43% scatta sui redditi superiori a 75 mila Euro!) . Questo meccanismo penalizza oltretutto gli imprenditori individuali e le piccole società di capitali mentre favorisce le grandi società.
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