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Scritto da Roberto Polillo   
Venerdì 09 Luglio 2010 08:37

I numeri di Vasco: oggi 9 luglio incontro tra regioni e Governo


Alla fine Berlusconi ha ceduto e questa mattina, alle ore 11,  incontrerà i Presidenti delle regioni. Incontro che gli stessi presidenti  hanno chiesto venga esteso ai Rappresentanti dei Comuni e Provincie.

In preparazione dell’incontro, il Presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani ha fornito la sua versione sui conti  e sul contributo dei diversi comparti al lievitare del debito pubblico.

Per Errani, diversamente da quanto sostenuto ieri da Berlusconi in un  comunicato stampa, in cui venivano riportate le valutazioni finanziarie già espresse dal documento sul federalismo fiscale, il “contributo che i diversi livelli istituzionali hanno dato alla crescita del debito pubblico”-  come è riscontrabile dai dati forniti dallo stesso Ministero dell’Economia e dalla Banca d’Italia” è il seguente “per le Regioni si registra dal 2007 al 2009 un -6,21%, mentre l’incremento delle Amministrazioni centrali per lo stesso periodo è +10,87%.

Anche analizzando la spesa per consumi intermedi – ha continuato  Errani - si evidenzia che i tagli per le Regioni sono stati effettivi e non altrettanto è accaduto per quelli realizzati a carico dello Stato, come sottolineato dalla Corte dei Conti. I dati Istat relativi alla dinamica dei consumi intermedi per il biennio 2008-2009 rispetto al 2007 mostrano una crescita nel conto economico dello Stato del 24,07%, delle Amministrazioni centrali del 20,5%, degli Enti sanitari del 13,99%, e infine in quello delle Regioni del 6,65%.

“Anche su queste basi – ha concluso Errani - con l’analisi complessiva dei dati contiamo di costruire un confronto e un percorso che possano permettere una revisione dell’attuale assetto della Manovra.”

Posizione simile è stata espressa anche dal Presidente della regione Lombardia  Formigoni che ha ribadito quanto più volte dichiarato  “ noi diciamo si' alla manovra, dunque si' a farci carico con responsabilità della parte di sacrifici che ci competono, ma chiediamo che questi sacrifici siano equilibrati con gli altri comparti della Repubblica, cioè siano distribuiti equamente tra tutti. Domani dunque bisognerà confrontare i dati e renderci conto che il tanto che viene chiesto a Regioni Province e Comuni è assolutamente sproporzionato rispetto al poco che viene chiesto al livello centrale". "Sia chiaro - sottolinea Formigoni – il totale della manovra anche per noi deve essere blindato: abbiamo sempre detto si' a una manovra da 25 miliardi; ma deve essere rimodulata la ripartizione dei tagli. E' su questo che dobbiamo dialogare". La proposta di Formigoni (che definisce "quella dell'uomo della strada") e' di "distribuire in modo uguale per tutti i sacrifici. A conti fatti, si tratterebbe di un taglio pari al 3,4% dei bilanci di tutti: sforzo importante, ma sopportabile". Quello che non appare sopportabile e' la misura del taglio attualmente previsto per le Regioni, che "inciderebbe pesantemente - ribadisce Formigoni - su servizi essenziali per il cittadino - treni per i pendolari, sostegno alle famiglie, aiuti alle imprese".

La partita, dunque, è ancora tutta aperta con il Governo che non intende recedere e che ha assunto la decisione di blindare la manovra con una doppia fiducia e con il fronte delle regioni che rischia di spaccarsi. Per la Presidente del Lazio Renata Polverini, infatti,   è già abbastanza aver ottenuto da Tremonti  il blocco dell’aumento automatico  di  IRPEF e IRAP . E questo nonostante il Piano di riordino della rete ospedaliera, da poco presentato, si limiti a sforbiciare posti letto, lasciando tutto inalterato e   non  introducendo alcun elemento di sostanziale novità per rilanciare un servizio sanitario regionale sempre più in affanno per costi  e per qualità dei servizi.

 

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iannucci