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| Scritto da Roberto Polillo |
Il Senato approva la manovra economica.Sconfitto l'asse Errani-Formigoni. E' stata approvato questa mattina dall'aula del Senato il maxiemendamento della manovra economica su cui il Governo ha posto la fiducia. Ottenuto il via libera , il provvedimento passerà alla Camera per il varo definitivo. La vicenda dunque volge al termine. Si consolida l’asse Tremonti – Confindustria - CISL con la promozione sul campo di Bonanni a “uomo di stato”. Cede l'asse Errani-Formigoni colpito dal fuoco amico e dalle divisioni interne. Da un parte si erano sfilati Zaia e Cota che come indennizzo ottengono , a costo di un aperto conflitto con il Ministro Galan, la proroga sui pagamenti delle multe per le quote latte. Dall’altra ha pesato la decisione di Chiamparino di firmare l’intesa per portare all’incasso dei Comuni un capitale di tassazioni locali che il Ministro Calderoli ritiene sia addirittura di 30 miliardi. Il doppio di quanto ipotizzato all’inizio dallo stesso Chiamparino. Una vera manna per chi vuole misurare il peso delle istituzioni locali sul potere di far “soffrire” fiscalmente i propri cittadini. In quella che il sociologo Bauman chiama la dimensione liquida della post- modernità quel che conta è il provvisorio- momentaneo. Abbandonate come cianfrusaglie del passato le vecchie meta-narrazioni, ognuno vive al presente e scommette sulle proprie opportunità. Anche il federalismo perde la sua dimensione etica di adeguamento della “forma stato” a quel localismo che è l’altra faccia della medaglia della globalizzazione: la cosiddetta “glocalizzazione”, per diventare un mezzo per affermare le proprie esclusive competenze senza preoccuparsi, come ha ben rilevato Errani, del quadro complessivo. Un federalismo botton-up in cui le strutture intermedie, in questo caso le regioni, diventano quasi un intralcio. Per uscire dall'angolo la Conferenza delle regioni si ricompatta ma al ribasso: non più riconsegna delle deleghe della Bassanini, non più scontro frontale in nome del federalismo autentico, ma immediato avvio del tavolo concesso da Berlusconi per la valutazione degli sprechi nei vari comparti della Pubblica Amministrazione. Rimane l’iniquità di una manovra che scarica il costo della crisi solo sui lavoratori a reddito fisso che pagheranno due volte . Una prima con il taglio del salario per il congelamento dei contratti e degli aumenti; e una seconda con il taglio dei servizi e le nuove tasse che le regioni saranno costrette a imporre a causa della pesante contrazione dei trasferimenti statali . Un provvedimento che lascia, invece, indenne le rendite finanziarie, blandisce gli evasori fiscali, e non incide sui costi della politica con i politici di professione che vengono salvati, nei tempi di recupero, dalle propagandistiche penalizzazioni inizialmente previste . Le prossime ore ci diranno se la classe politica e la società civile sono ancora capaci di reagire a questa mostruosità e ai suoi effetti di ridistribuzione al contrario dai meno garantiti ai più che garantiti del nostro paese. |


