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| Scritto da Patta, Vinci |
| Domenica 16 Ottobre 2011 20:39 |
ElezioniCaro Bertinotti sbagli, l'alleanza a sinistra va fatta
Pubblicato su IL MANIFESTO, 16/10/2011 Gian Paolo Patta, Luigi Vinci
Il dibattito dentro alla sinistra, nelle sue articolazioni partitiche e non, è in via di brusca accelerazione. Un dato che gli è immanente è nella crisi, che in Occidente ha carattere globale e che è destinata a durare a lungo. Altro dato immanente è nella condizione sfibrata del Paese, a crescita più o meno a zero da molti anni, gestito da un’estrema destra che usa la crisi solo per menare attacchi frontali alle condizioni materiali del lavoro, ai suoi diritti, allo stato sociale, allo stato di diritto, alla Costituzione. Dentro alla discussione c’è poi il ruolo delle istituzioni esecutive al vertice dell’Unione Europea e del loro comando politico de facto rappresentato dal governo di destra tedesco, l’uso anche da parte loro della crisi contro mondo del lavoro e stato sociale. Ma il dato scatenante l’accelerazione del dibattito è la possibilità di elezioni politiche anticipate e, assieme, la decisione di PD, SEL e IdV di allearsi. Stanno già scrivendo il telaio del loro programma elettorale comune. Che si fa come sinistra? Stare dentro o stare fuori rispetto allo schieramento avviato da PD, SEL e IdV? Se stare dentro, “quanto”, in quale forma? Se non stare dentro, cosa inventare? Noi pensiamo che la sinistra, in particolare quella facente capo alla Federazione della Sinistra, debba partecipare allo schieramento, quindi avanzare da subito la richiesta di prendervi parte a PD, SEL e IdV. E’ in campo una posizione, spesso sottesa, a volte dichiarata (per esempio, fuori dalla FdS, da parte del compagno Bertinotti) che dichiara che PD e destre liberiste siano realtà omogenee e che il PD al governo farà più o meno le medesime cose del governo della destra, sotto la frusta europea e quella della Confindustria. Questa posizione a nostro avviso è sbagliata. C’è poi una forma ridotta di questa posizione, dentro alla FdS, che dichiara l’interesse a un accordo con PD, SEL e IdV di natura puramente democratica, perciò critica l’utilità di una discussione programmatica comune, non ravvisando la possibilità di un’intesa su obiettivi importanti di natura sociale ed economica. Anche questa posizione a nostro avviso è sbagliata. Essa inoltre rischia di fornire argomenti potenti a chi dentro al PD, l’intesa con la FdS non la vuole né larga né ridotta. E' politicismo il nostro? No,se guardiamo i movimenti reali di popolo in Europa e in Italia. No se guardiamo i risultati delle elezioni amministrative di Napoli, Milano, Cagliari e il risultato del referendum per l’acqua pubblica. Emergono nella stessa Europa forze di centro-sinistra che confermano la loro adesione a una serie di orientamenti fondamentali liberisti, ma al tempo stesso le combinano, le moderano, a volte un po’ le correggono attraverso recuperi riformisti. Non era vero ieri che PD e destre fossero identici, oggi lo è meno di ieri. Inoltre la CGIL ha indetto a oggi ben sei scioperi generali contro la destra di governo e le sue politiche antisociali nella crisi, inoltre ha definito una propria piattaforma di risposta alla crisi che è di sinistra. Il rapporto, di matrice storica, della CGIL al PD è in crisi verticale. La CGIL sarà parte di fatto della discussione programmatica di PD, SEL, IdV ed eventuali altri soggetti. Non è difficile capire che la sua posizione sarà condizionante. Come quella, ancora, di grandi associazioni come l’ARCI, di tanti movimenti, di tanta parte della società civile. D’altra parte occorre constatare come la totalità di queste ridislocazioni popolari verso sinistra avvenga ponendo l’unità massima dello schieramento politico che va dal PD alla sinistra come condizione assoluta della sconfitta della destra di governo e della costituzione di un governo che difenda la democrazia, rovesci gli orientamenti di politica economica e sociale, ecc. ecc. Solo chi è politicamente cieco può non cogliere che nella condivisione di questa richiesta popolare è la condizione per cominciare a vincere (oltre che la condizione della stessa sopravvivenza della sinistra, non solo del suo rilancio, nella realtà politica e nella coscienza popolare). La seconda cosa da chiarire in fatto di realismo è altrettanto ovvia: il grado di una futura cooperazione con PD, SEL, IdV da parte della sinistra, avendo vinto assieme le elezioni, non può che essere definito dalla qualità del programma elettorale, inoltre da quanto risulteranno condizionanti nel periodo pre-elettorale mobilitazioni sociali, orientamenti di società civile e di movimento, intenzioni di contare di grandi organizzazioni come la CGIL. Dunque massima prudenza, nessun governismo aprioristico: è alla fine di un itinerario che concretamente si vedrà. La terza cosa riguarda la necessità che a sinistra si recuperi da parte di tutti il senso del ridicolo. Forse si pensa che Pd, Sel e Idv intendano elaborare un programma di rapina antisociale tutto in linea con le richieste provenienti dall’UE e dalla Confindustria? Certo si può obiettare che “ben altro” vada messo in campo, e mettersi a spararle grosse. Nella gente normale non le berrà nessuno. Solo attraverso una lotta che modifichi alcuni assetti di potere e su questa base faccia primi risultati, solo attraverso l’incoraggiamento e l’allargamento del fronte di mobilitazione che ne viene, constatando inoltre l’insufficienza dei risultati, è dato l’allargamento nel popolo, non tra quattro gatti, dell’orizzonte degli obiettivi. Passiamo avanti. Che cos’è dunque, nell’essenziale, il “politicismo” (nella sinistra)? Crediamo, in poche parole, che risieda in un alto tasso di separazione da parte delle sue organizzazioni, dei suoi gruppi dirigenti e delle sue rappresentanze istituzionali rispetto alle richieste della base sociale di riferimento. C’è una richiesta in campo di mondo del lavoro e di popolo rivolta alla sinistra perché essa vada alle prossime elezioni separata da PD, SEL e IdV, o perché limiti le sue intenzioni a un’alleanza puramente democratica (lasci cioè fuori dalle sue intenzioni di alleanza i temi di natura sociale ed economica)? C’è? A noi pare esattamente il contrario. Dunque è politicismo, a nostro avviso, intanto non operare in sintonia a questa domanda. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2011 09:48 |



