|
|
|
| Scritto da Gian Paolo Patta - Cesare Salvi |
| Martedì 22 Novembre 2011 09:20 |
Il governo Monti e la sinistrada Liberazione del 20/11/2011 L’esposizione programmatica di Mario Monti solleva importanti interrogativi e serie inquietudini. L’esplicita continuità con le linee di politica economica del governo Berlusconi, aldilà dei toni di riconciliazione con le parti sociali e con le autonomie locali, si manifesta anzitutto nel non aver nemmeno affrontano le caratteristiche della crisi in corso, e la necessità che l’Italia si impegni per nuove regole europee, in materia di poteri della Banca centrale e di regolazione della speculazione finanziaria. L’inserimento nella Costituzione del pareggio in bilancio, per di più in una versione ancora più rigida rispetto al testo all’esame del Parlamento, difficilmente si concilia - a parte ogni altra considerazione - con l’affermazione della necessità di una crescita economica. E’ esclusa una patrimoniale sulle grandi ricchezze, e ciò è difficilmente conciliabile con la dichiarata volontà di ridurre il prelievo fiscale su lavoratori, donne e produzione; mentre l’introduzione dell’Ici sulla prima casa, senza che sia indicata la fascia esclusa, può colpire ulteriormente i lavoratori e un ceto medio già impoverito. Si parla di privilegi e differenze ingiustificate nel sistema previdenziale italiano, ma quali sarebbero questi “privilegi” e queste differenze ingiustificate? Si vuole eliminarli al ribasso? Ritorna il progetto Ichino di controriforma dello Statuto dei lavoratori, che ripropone la tesi neoliberista per la quale rendendo più facili i licenziamenti sarebbero possibili nuove assunzioni. A parte che non è così (come le condizioni del mercato del lavoro negli Stati Uniti dimostrano) quali certezze avrebbero i giovani ai quali si applicherebbe la nuova disciplina? Quando si parla di dismissioni del patrimonio pubblico, sono comprese le poche grandi imprese ancora a controllo pubblico? E sarà rispettato il risultato del referendum sull’acqua bene comune? Non è eccessivo l’entusiasmo manifestato per la riforma Gelmini dell’università e della scuola, contro la quale si stanno mobilitando i studenti? Come sarà esercitata la “delega assistenziale” da 20 miliardi decisa da Berlusconi e confermata da Monti, e come saranno reperite le ulteriori risorse con le misure aggiuntive preannunciate da Monti per le quali si parla di altri 20 miliardi? Come si vede, le ragioni di inquietudine e di preoccupazione per i lavoratori e per i ceti popolari sono molteplici, e richiedono vigilanza e mobilitazione da parte della sinistra. Guardiamo quindi con attenzione alla giornata di mobilitazione preannunciata dalla Cgil per il 3 dicembre 2011. Altrettanto inquietante è il quadro politico. Silvio Berlusconi trova spazio alla sua voglia di rivincita, che si esprime nel preannuncio di opposizione ai provvedimenti che non fossero coerenti con la linea del suo governo e con le posizioni concordate da lui e Tremonti con l’Unione europea. Berlusconi, che dispone ancora della maggioranza, almeno al Senato, si riserva di staccare la spina quando crederà che il popolo italiano avrà dimenticato le sue responsabilità. E’ molto improbabile, oltre che davvero non auspicabile, che la maggioranza Alfano-Bersani-Casini possa diventare maggioranza politica. Aldilà dell’entusiastico appoggio della grande stampa, si preannuncia una navigazione difficile. Sarebbe stato molto meglio se il nuovo Presidente del Consiglio avesse preannunciato pochi ed efficaci provvedimenti per il riequilibrio dei conti dissestati dal governo Berlusconi, intervenendo sulla speculazione e sulle grandi ricchezze, e avesse annunciato elezioni a tempi ravvicinati, come è accaduto del resto in tutti i paesi nei quali i governi sono caduti a causa della crisi. La forte stagione di riforme necessaria per l’Italia, e che sono ben diverse da quelle di cui si parla, non può che venire sulla base di un chiaro sostegno popolare, certificato dalle elezioni politiche anticipate. Abbiamo il timore che il governo Monti voglia durare, e ciò perché in realtà è poco tecnico e molto politico, nel senso che intende cambiare profondamente il sistema politico che ha caratterizzato la seconda repubblica, prefigurando un grande centro nel quale assumano un ruolo politico di direzione personalità che oggi si presentano sotto la veste dei tecnici. Il presidente Monti nega che il suo governo sia espressione di poteri forti; ma la composizione dell’esecutivo non tranquillizza affatto anche sotto questo profilo. Banchieri, rettori, ammiragli, prefetti e ambasciatori: ma è possibile che l’Italia per affrontare l’emergenza nazionale non abbia altre risorse alle quali affidarsi, a partire dai giovani, dei quali tanto si parla, ma che non sono certo rappresentati in un governo che ha l’anzianità media più alta della storia.
3. È difficile dubitare che la dislocazione delle forze parlamentari che si verificherà nelle prossime settimane potrà condurre a un cambiamento della geografia politica italiana. Abbiamo già espresso e ribadiamo la nostra soddisfazione per la cacciata di Berlusconi e la fine del suo governo, pericoloso per la democrazia e per i lavoratori. Il problema però è oggi quello di non dare a Berlusconi opportunità e ragioni per il suo preannunciato ritorno. Un compito importante spetta alla sinistra che non può restare ferma, nella fase nuova che si apre, come se nulla stesse cambiando. Importante è anzitutto indicare in modo chiaro e sintetico le proposte, concrete e realistiche, per un programma di riforme alternativo a quello prevalente. Particolarmente significativi a tal fine ci sembrano le linee della contromanovra elaborata dalla Cgil, e le proposte di un numero crescente di economisti per la riforma del sistema europeo. Ma occorre anche una riflessione strategica e una coerente iniziativa politica a sinistra. Anzitutto, la Federazione della Sinistra è chiamata ad un salto di qualità. L’ultimo anno è stato caratterizzato, a partire dall’elezione di minoranza del nuovo Portavoce, da un progressivo allentamento dei vincoli comuni. Occorre invertire la tendenza. La Federazione della Sinistra, se vuole proporre l’unità, come diremo, ad altri soggetti, deve essere innanzitutto essa stessa un soggetto politico unitario. Proponiamo pertanto che a partire dal prossimo Consiglio Nazionale, dopo la conclusione dei congressi e delle assemblee per la costituzione del nostro movimento, la Federazione lanci il suo nuovo simbolo, espressione della scelta unitaria, e avvii la convocazione del secondo congresso nazionale della Federazione, decisioni peraltro già assunte nel primo congresso. Occorre inoltre avviare concretamente il percorso per la più ampia unità a sinistra. Sul piano sociale, raccordandosi, in maniera rispettosa della reciproca autonomia, con la Cgil e con i movimenti, a partire da quelli sull’acqua e degli studenti. Sul piano politico, vanno verificate le posizioni degli altri soggetti politici di sinistra come Sel e Idv, e le interessanti proposte di singole personalità, come quelle espresse nei giorni scorsi dal sindaco di Napoli De Magistris. Né mancano, in esponenti del Pd, segnali di malessere e di preoccupazione. Non si tratta solo di un patto di consultazione tra le opposizioni (auspicando naturalmente che Sel e Idv sciolgano le attuali ambiguità e si pongano chiaramente nel campo dell’opposizione). La prospettiva è quella di una grande sinistra, su base federativa, nella quale ci si unisce per rispondere alle esigenze di dare una rappresentanza politica al lavoro. Perché non organizzare una grande manifestazione nazionale su queste basi? Ribadiamo il nostro convincimento che il principale vulnus della democrazia italiana, accentuato nel nuovo quadro politico che si sta delineando, è l’assenza di una sinistra legata al mondo del lavoro. Le attuali frammentazioni contribuiscono a consegnare a una ristretta oligarchia il governo dell’Italia. Tutte le forze che si riconoscono nella storia del movimento dei lavoratori e nel suo complesso pluralismo si pongano l’obiettivo, dunque, di operare per la costruzione di un partito di massa che rappresenti le ragioni del lavoro. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 22 Novembre 2011 09:28 |



