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| Scritto da Roberto Polillo |
| Sabato 17 Luglio 2010 12:51 |
Lunedì 19 sciopero della sanitàLunedì 19 luglio la sanità si ferma. Lo sciopero nazionale di 24 ore dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi causerà la sospensione di 40.000 interventi chirurgici, di centinaia di migliaia di visite specialistiche e di prestazioni diagnostiche, nonché il blocco di tutta l'attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti. Lo sciopero viene indetto a fronte di “scelte di politica sanitaria che manifestano indifferenza rispetto al valore del lavoro che i professionisti della sanità sono chiamati a svolgere in condizioni sempre più difficili. Le OOSS promotrici denunciano in un comunicato come “ La carenza di 30.000 medici nei prossimi 4 anni e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal Pronto Soccorso si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri. Noi continueremo comunque a difendere le nostre ragioni che sono le ragioni dei cittadini che a noi si affidano nei momenti più critici delle loro vite.”Non partecipano allo sciopero CISL e UIL confermando così la loro condivisione delle scelte del governo. Una decisione che contraddice la loro tanto sbandierata autonomia dalla politica e che mette in difficoltà in modo particolare le componenti mediche dei due sindacati confederali da sempre portatori di istanze corporative difficilmente distinguibili da quella degli autonomi Il Governo infatti, con l'avvenuta approvazione al Senato della manovra economica, oltre a tagliare posti di lavoro entra a gamba tesa nei contratti in quanto il maxiemendamento non solo congela le retribuzioni per un triennio ma modifica in modo unilaterale alcune norme relative agli incarichi, fino ad ora pattizie. L’articolo 9 comma 32, nella fattispecie, stabilisce che “le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 che, alla scadenza di un incarico di livello dirigenziale, anche in dipendenza dei processi di riorganizzazione, non intendono, anche in assenza di una valutazione negativa, confermare l’incarico conferito al dirigente, conferiscono al medesimo dirigente un altro incarico, anche di valore economico inferiore” Una norma che tende a rafforzare ancora di più il ruolo dei manager e quindi della politica, considerata la proverbiale mancanza di autonomia dei Direttori Generali , e che mortifica quei professionisti che, pur non avendo demeritato, potrebbero essere lo stesso soggetti ad una retrocessione. Di fatto però anche il fronte che ha proclamato lo sciopero non è esente da contraddizioni. La più evidente quella della CIMO che per un governo di centro destra si era spesa a pieni mani e che ora, lungi dal diventare un interlocutore privilegiato, così come era stata l’ANAAO con il precedente governo, si ritrova con un pugno di mosche a subire lo strapotere dei burocrati. Poco credibile è anche l’atteggiamento dell’ANAAO che, spostatasi progressivamente verso posizioni sempre più corporative, si è sempre opposta ad una efficace regolazione della libera professione o alla introduzione di norme di maggiore trasparenza sul conferimento degli incarichi e che ora, che il governo taglia la carne viva delle retribuzioni, grida al lupo al lupo e si erge a palatino del SSN. I Dirigenti sindacali si sono dati appuntamento alle ore 12 a P.zza Monte Citorio con la speranza e l’augurio di non ripetere quanto accaduto soli pochi mesi fa quando ad una simile chiamata alle armi risposero solo i dirigenti nazionali e uno sparuto manipolo di veterani |
| Ultimo aggiornamento Domenica 18 Luglio 2010 18:38 |



