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| Scritto da Roberto Polillo |
| Martedì 05 Ottobre 2010 15:14 |
Il premio Nobel per la medicina.Robert Edwards inventore della fecondazione in vitro.
Il premio Nobel per la medicina è stato conferito a Robert Edwards , lo scienziato che, con la messa a punto della fecondazione in vitro ( FIVET), ha reso possibili a milioni di coppie, altrimenti sterili, di avere figli senza ricorrere alla adozione. E’ il giusto riconoscimento ad un ricercatore straordinario che ha rivoluzionato la medicina segnando una tappa fondamentale nel campo della fecondazione umana. Immancabili le polemiche del Vaticano che anche in questo caso ha fatto sentire la sua voce definendo “inopportuna” la scelta effettuata e accusando Edwards di avere oltrepassato con le sue ricerche il “limite etico”. Tale giudizio è stato confermato su Radio Vaticano dal bioeticista Lucio Romano presidente dell'Associazione Scienza e Vita, che ha ribadito la "l'inaccettabilità delle tecniche di fecondazione in vitro, che comportano la selezione e soppressione di esseri umani allo stato biologico di embrioni". "Teniamo conto –ha spiegato il professore ai microfoni dell'emittente del Papa - che Edwards segna la storia, perché pratica il passaggio delle tecniche dal mondo degli animali all'ambito umano. Vale a dire dove, nell'applicazione degli allevamenti, venivano già da tempo messe in essere tecniche di fecondazione artificiale. Ma questo non significa assolutamente che ciò, nel suo complesso, rappresenti un progresso dell'uomo nella sua visione globale". Posizione veramente singolare per due diversi ordini di motivi. Il primo riguarda lo statuto dell’embrione che dal punto di vista scientifico non può essere definito un “individuo” essendo tale, per utilizzare una terminologia aristotelica, solo in potenza e non in atto. In caso contrario e per assurdo, infatti, anche il semplice ovulo o lo spermatozoo per la loro intrinseca potenzialità dovrebbero essere considerati almeno con un occhio di riguardo. Il secondo riguarda l’opportunità del trasferimento all’uomo di tecniche impiegate per gli allevamenti animali. Ebbene la medicina moderna ha potuto segnare i suoi straordinari progressi solo grazie all’impiego e purtroppo al sacrificio degli animali di laboratorio. Senza la sperimentazione animale e la successiva traslazione nella clinica infatti non sarebbero stati possibili i successi in campo terapeutico ( non ultima la sintesi dei farmaci biologici) ma anche e soprattutto quelli in campo biologico dove l’immunologia e l’oncologia hanno fatto passi da gigante grazie alla “creazione” in laboratorio di ceppi particolari di topi portatori di specifiche caratteristiche genetiche. La medicina, dunque, diventa ancora una volta terreno di scontro ideologico con la Chiesa e con gli scienziati che ad essa fanno riferimento. Si ripropone da parte del Vaticano una posizione oltranzista che non viene minimamente scalfita dalla banale constatazione che con l’inseminazione artificiale sono nati felicemente più di 4 milioni di bambini e che altrettante coppie, in grande misura di fede cattolica, hanno potuto gioire della nascita di un proprio figlio solo grazie agli studi di Edwards . Insomma la vicenda mette in luce un paradosso tipico delle dispute ideologiche: si condanna un uomo che ha contribuito a rendere felice la vita di milioni di coppie, ma non si dice nulla o troppo poco contro gli avvelenatori dell’ambiente o gli sfruttatori dei propri simili che la vita non favoriscono ma feriscono e spesso in modo irreversibile. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 05 Ottobre 2010 15:23 |



