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| Scritto da Roberto Polillo |
| Giovedì 07 Ottobre 2010 10:19 |
Federalismo d’arrembaggio: schiaffo a VascoIl governo accelera sul federalismo preannunciando in modo roboante che oggi il Consiglio dei Ministri approverà un solo provvedimento comprendente fisco regionale, costi standard sanitari e federalismo provinciale. Peccato che di questo non si fosse parlato nell’incontro del 5 ottobre sul federalismo fiscale svoltosi tra le regioni e i ministri Tremonti, Calderoli e Fitto. Anzi al termine dell’incontro il presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani, aveva sottolineato come il Governo avesse accolto “la nostra proposta di aprire un tavolo tecnico sulla manovra e sul trasporto pubblico locale” La mossa del Governo dunque suscita il giusto risentimento di Errani ( sostenuto da Formigoni ) che dichiara con evidente fastidio “Apprendo dalla agenzie di stampa che il Governo avrebbe unificato i testi del decreto sul federalismo regionale e del decreto sui costi standard. Non si era detto così nell’incontro di ieri in cui si è discusso solo sul decreto per il federalismo regionale”,“Sono sorpreso: questa corsa a bruciare i tempi – ha aggiunto Errani - è incomprensibile e rischia di fare solo danni. Abbiamo dimostrato serietà e massima disponibilità al confronto, ma non si possono cambiare le cose all’improvviso, senza alcun rapporto. Occorre evitare scelte unilaterali che rischiano di apparire solo strumentali. Il federalismo che vogliamo – ha concluso Errani - è una cosa seria che non possiamo realizzare attraverso forzature e senza un confronto vero” Un vero e proprio schiaffo che dimostra ancora una volta l’assoluta mancanza di sensibilità istituzionale da parte di Berlusconi e l’urgenza del presidente del Consiglio di imprimere una svolta alla politica inconcludente del governo. Costi quel che costa, Berlusconi deve chiudere il cerchio e sbarrare il passo a un sempre più probabile Governo di transizione. Rimangono inalterati i punti di divergenza tra Governo e regioni che il Presidente Errani aveva illustrato al termine dell’incontro del 5 ottobre "noi vogliamo avere delle garanzie – aveva affermato - perché si parta bene e non ci sia una falsa partenza". Quindi , entrando nel merito aveva specificato : "abbiamo bisogno di risposte concrete", perché la manovra varata dal Governo l'estate scorsa "al 1° gennaio 2011 diventa un fatto concreto” e aveva continuato illustrando i 5 punti "fondamentali" che il decreto legislativo sulla fiscalità non aveva risolto: 1) "il pieno rispetto della delega in riferimento all'autonomia regionale". E qui rientra, ad esempio, il tema del fondo perequativo alimentato con l'Irpef anziché con l'Iva "come dice la legge delega". Su questo punto, aggiunge il Presidente della Conferenza delle Regioni, "il Governo si e' detto disponibile a ragionare". 2) la definizione dei Lea e dei Lep: "per stabilire il fabbisogno - le risorse da fiscalizzare alle Regioni - bisogna mettere in chiaro quali servizi devono essere garantiti ai cittadini", riferendosi nello specifico alla sanita', alla pubblica istruzione, all'assistenza, al trasporto pubblico locale". "Se non e' chiaro questo non diventa chiaro nulla". 3) l'intersecarsi del federalismo con la manovra varata dall'esecutivo. 4) il rapporto con il federalismo municipale, in cui si prevede una norma che "non convince" le Regioni: la parte che riguarda le risorse regionali che vanno ai comuni e che dovrebbe essere decisa in concertazione tra le autonomie. 5) la garanzia dell'autonomia statutaria delle Regioni a statuto speciale". Questioni di sostanza che lo strappo di Berlusconi renderà più acute e che inevitabilmente renderanno ancora più burrascosi i rapporti istituzionali di questo fine legislatura. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 09 Ottobre 2010 22:40 |



